Flash Esterni

La maggior parte delle fotocamere reflex in commercio, fino ai modelli considerati avanzati o semi-pro, sono provviste di un flash pop-up integrato che, a buon bisogno, si alza dal corpo macchina per emettere un lampo di luce.
Corpi macchina come la Canon 5D, ad esempio, non ne sono provvisti e potrebbe sembrare quasi un controsenso... perchè, una fotocamera nettamente più costosa di altre, non ha un flash integrato???
La risposta è piuttosto semplice: il pop-up è una mezza fetecchia!!

Sia ben chiaro che, in mancanza di altre opzioni è comunque meglio di niente, ma a mio personale modo di vedere andrebbe utilizzato solo ed esclusivamente in casi di "bisogno estremo".

Il fash integrato, infatti, pecca in diversi campi; la luce emessa arriva diretta sul nostro soggetto, regalandoci spesso immagini abbastanza piatte, con ombre molto decise e poco gradevoli. Inoltre, se utilizzato con lenti "cioccione", il fascio di luce emesso potrebbe essere oscurato da parte dell'obiettivo e ci troveremmo tra le mani uno scatto con una fastidiosa ombra circolare nella parte bassa del fotogramma.

I flash esterni sono la soluzione migliore a questo tipo di problemi.
Possono essere utilizzati direttamente attaccati alla slitta della reflex, montati su un braccio, anche regolabile, per poter sfruttare una luce non del tutto parallela alla posizione del sensore, oppure comandati a distanza (vedremo tra poco come) e posizionati su appositi "cavalletti" (stativi) per "giocare" a nostro piacimento con la luce. 
Stringendo il discorso, potremmo affermare che, se la fotografia è in qualche modo figlia della luce, nella fotografia "lampista" (per mezzo di flash) siamo noi a creare non solo la composizione ma anche l'illuminazione stessa, avendo così il totale controllo su tutto ciò che concerne lo scatto.

Ma come scegliere un flash???

MASTER e SLAVE: molto semplicemente, un padrone (Master) ed uno schiavo (Slave). Non si tratta di qualche tecnica sadomaso ma di poter comandare più flash contemporaneamente. Entrare nel dettaglio, ora, è prematuro. Aggiungo solo che uno slave può benissimo scattare "off camera" (staccato dalla slitta) tramite comandi senza filo (trigger radio), cavo e sfruttando un sensore che fa partire il lampo rilevando la "flashata" del pop-up della fotocamera. Ciò vuol dire che, se volete acquistare il vostro primo flash esterno, potrete scegliere di optare per uno slave (solitamente meno costosi dei Master) avendo ben chiara la modalità di comando a distanza che andrete ad utilizzare, le caratteristiche del flash in questione e quelle della vostra fotocamera (i modelli più "attuali" come la 60D hanno un sistema wifi integrato che potrebbe rivelarsi molto utile).

ITTL-ETTL: è la tecnologia, rispettivamente di Nikon e Canon, che consente di comunicare al flash quanta potenza sarà necessaria per illuminare correttamente la nostra scena. Tale misurazione avviene "attraverso la lente" (da cui TTL: through the lens). In questo modo, utilizzando uno zoom e variandone l'estensione, il flash sarà in grado di adeguare la potenza della luce emessa in ogni circostanza. Tutti i flash TTL hanno inoltre la possibilità di essere gestiti in ogni opzione manualmente; in questo caso, saremo quindi noi a poter decidere la quantità di luce a seconda del nostro personale gusto e di determinate esigenze.
Al contrario, però, i flash esclusivamente manuali non saranno dotati di misurazione TTL. 
Se quindi gli ITTL ed ETTL ci permettono di scegliere tra automatismi e pieno controllo, i manuali ci obbligano ad avere una conoscenza più approfondita del materiale che ci troviamo tra le mani.
La modalità TTL, quindi, garantisce in qualche modo risultati "da subito", il manuale ci permetterà, con un po' di fatica in più, di giocare maggiormente con la luce.

NUMERO GUIDA (NG): di fatto rappresenta la potenza di illuminazione del nostro flash! Tale parametro risulterà essenziale se andremo a scattare con un flash in manuale per poter conoscere il giusto diaframma da utilizzare ad iso 100; in questo modo: 

diaframma (f) = Numero Guida (NG) / Distanza (metri) 

se utilizziamo un flash con NG 58, dovremo dividerlo quindi per la distanza tra noi ed il nostro soggetto.
Può sembrare un po' complicato e magari anche piuttosto macchinoso; nella realtà dei fatti, con un po' di esperienza, saremo in grado di gestire la luce del (o dei!) flash senza dover per forza di cose prendere carta e penna. 

PARABOLA: potremmo considerare la parabola del flash come un "deviatore di luce" motorizzato interno al flash stesso che permette una diversa copertura al variare della focale della lente. In poche e semplici parole (anche semplicistiche, forse), una parabola a 24 mm darà vita ad un fascio di luce molto aperto, con una minima dispersione di luce (non per potenza ma per spazio di copertura); una parabola a 105 mm risulterà estremamente chiusa, creando una sorta di "lama" di luce, concentrata nella parte centrale del fotogramma.

Parabola 105 mm

Parabola 24 mm


VELOCITA' DI SINCRONIZZAZIONE: il discorso si fa un po' complesso... bisognerebbe partire da lontano e precisamente dall'otturatore della nostra reflex. Per non appesantire troppo il discorso ed evitare parentesi chilometriche, potremmo intendere la velocità di sincronizzazione, il tempo massimo in cui il sensore riesce a percepire il lampo su tutta la sua superficie. 
Esempio pratico: se la velocità di sincronizzazione è 1/200 di secondo, vorrà dire che oltre quel tempo di scatto (1/250 di secondo in poi) il sensore non avrà il tempo fisico per catturare la luce del flash, poichè l'otturatore della reflex avrà già iniziato a richiudersi. Tale mancanza di tempo, comporterà una banda orizzontale più scura nel nostro fotogramma che andrà a diventare sempre maggiore con la diminuzione dei tempi di scatto. 
Per supplire a questo problema, esistono i flash High-Sync. Il loro punto di forza è quello di poter illuminare anche durante scatti estremamente veloci, mantenendo le impostazioni della fotocamera che maggiormente ci piacciono. Permettono quindi, ad esempio, di poter rendere un cielo nuvoloso di sfondo più "cupo"(sottoesponendo lo sfondo stesso dalla reflex oltre il normale tempo di sincronizzazione di 1/200 sec), "illuminando" però in modo perfetto il nostro soggetto. 

TEMPO DI RICARICA: è il tempo che serve al flash tra un lampo ed il successivo; la maggior parte dei flash in commercio funzionano con pile stilo AA (solitamente 4); dopo un primo lampo, il flash ha bisogno di un tot di tempo per tornare funzionale; si tratta di 1 o 2 secondi (magari qualcosa in più quando utilizzato a piena potenza). Fate attenzione alla scelta delle batterie però; non comprate le Enegixenst dai cinesi perchè rischiate di esaurirle dopo pochi scatti. Acquistate pile "buone", possibilmente ricaricabili. Anche se la spesa sarà maggiore, la andrete ad ammortizzare in brevissimo tempo, portando lo stesso set avanti e indietro per le vostre uscite, senza doverne ricomprare uno nuovo ogni mese. 

TESTA ORIENTABILE: inizialmente potreste trovare superflua questa caratteristica ma vi renderete conto, con il passare del tempo e l'aumento di esperienza, che vi potrà essere molto utile in diverse occasioni. Una testa orientabile, ad esempio, permette di sfruttare una parete bianca per diffondere la luce "di rimbalzo". In questo modo otterrete un'illuminazione più "morbida" ed eviterete che la vostra eventuale modella perda qualche diottria... Gran parte dei flash esterni, almeno quelli più "performanti" hanno testa regolabile sia verticalmente che orizzontalmente.

DIFFUSORE INTEGRATO: non è altro che una piccola linguetta bianca in plastica che esce dalla parte superiore della testa del flash. Anche questa, come la testa orientabile, vi darà modo di sfruttare luce di rimbalzo o di "incanalare" in modo meno approssimativo il lampo emesso dal flash. Può essere un ottimo alleato se ci troviamo sprovvisti di diffusori veri e propri.

Queste sono le principali caratteristiche di un flash esterno. 
Il primo impatto con questo mondo potrebbe risultare un po' traumatico, ma non lasciatevi spaventare. C'è ancora tanto da sapere ed ancor di più da sperimentare. 
Un ultima parentesi:  Le MARCHE: se avete una Canon, l'ideale sarebbe acquistare un flash Canon...se avete una Nikon, stesso discorso.
Costano però... e neanche poco! Se volete optare per altre marche cercate di informarvi bene sul web prima di acquistare. Accertatevi che non ci siano problemi di comunicazione tra il vostro corpo macchina ed il flash in questione. 
Personalmente mi sento di consigliare gli Yongnuo. Ne ho 3 e mi trovo molto bene. Esteticamente sono identici, o quasi, agli "originali" Canon; sono solidi e ben costruiti e funzionano perfettamente (e speriamo continuino a farlo per lungo tempo....). La potenza reale (NG) è leggermente minore dei rispettivi Canon e Nikon di uguale numero guida, ma, considerando i prezzi, svolgono egregiamente il loro compito e possono essere un'ottima palestra.

Avete già scelto il vostro??? Se trovate interessante questo argomento, creeremo un piccolo spazio a tema... Lasciateci un commento quì sotto o sui nostri social.

Buona Luce a Tutti!

3 commenti:

  1. Quando si parla di un flash esterno, tutti pensano ai flash allo xenon (la stessa tecnologia usata anche nel flash integrato delle reflex). In realtà la tecnologia allo xenon non è l'unica, esistono due alternative: i flash a led, e i flash a bulbo.

    Il flash allo xenon è il più usato, produce una buona luce, e permette lampi molto brevi (quindi, consente di effettuare scatti rapidissimo); il principale svantaggio è che richiede un tempo di ricarica, che in certi casi può essere un limite.

    Il flash a led è spesso usato sui telefonini (di solito con un led solo), ma esistono anche flash esterni dotati di numerosi led (in pratica, una torcia elettrica); hanno un numero guida molto più basso dei flash allo xenon, e non sono altrettanto rapidi; d'altra parte, hanno il vantaggio di poter restare accesi per un tempo indefinito, permettendo quindi di riprendere non solo foto, ma anche filmati (per un filmato al buio non ci sono alternative). Ne esistono anche alcuni tipi che usano led a infrarossi (tipo quelli dei telecomandi): con una fotocamera sensibile agli infrarossi rendono possibile fare riprese al buio senza emettere nessuna luce visibile all'occhio umano (si usano spesso nelle telecamere di sorveglianza, ma ci sono anche alcune videocamere e fotocamere che li hanno). Inoltre, questi flash sono più robusti, e dal momento che non richiedono un voltaggio alto come i flash allo xenon, e nemmeno producono altrettanto calore, il loro impiego è molto più sicuro (anche se raramente, ci sono stati casi di infortuni dovuti ai flash allo xenon)

    Il flash a bulbo è una lampadina a incandescenza che contiene un filamento di magnesio o alluminio sigillato in atmosfera ricca di ossigeno: un tempo era usato sulle macchine più economiche (il famoso flash magicube, o il CubeFlash, erano di questo tipo): richiedevano pochissima corrente per funzionare (una volta innescato il filamento, questo brucia da solo), ma ogni lampada si può usare solo una volta, quindi sono flash usa e getta (spesso il flash aveva più lampade, per permettere più scatti in sequenza). Oltre al costo di dover rimpiazzare il flash ogni volta, tali flash sono meno veloci di quelli allo xenon, non si possono regolare in alcun modo (ma si può mettere un bulbo di tipo diverso), e sono più pericolosi (il bulbo scalda molto, può scoppiare, e può anche accendersi spontaneamente per una scarica di elettricità statica, causando ustioni o incendi); per questi motivi i flash a bulbo non si usano quasi più. D'altra parte, questi flash hanno un vantaggio rispetto alle alternative: non ci sono fondamentalmente limiti alle dimensioni della lampada (in un flash allo xenon se la lampada è troppo grossa diventa difficile fornirle abbastanza corrente, e dissipare il calore prodotto; in un flash a bulbo, la corrente necessaria ad accenderlo è sempre la stessa, e non proteggere la lampada dal surriscaldamento, visto che tanto poi la si butta via), e diventa possibile raggiungere un numero guida spaventosamente alto (anche 400-1000): tali flash (meggaflash) si usano soprattutto per la fotografia nelle grotte ( http://www.meggaflash.com ), o in casi in cui si desidera ottenere una istantanea di un soggetto molto grande in rapido movimento (ad esempio un treno che passa su un ponte di notte, o un veicolo a reazione durante i test.

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  2. Salve, sto scrivendo la tesi sul trucco fotografico . Potete darmi una mano sul come flash puo fare effetti sul viso piu netto,piu bianco,diminuzione del colore del trucco. Come relazionate con le truccatrici nei servizi fotografici per pubblicita o moda. Grazie mille in anticipo.

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  3. Mai provato ad usare un diffusore, anche molto casalingo se non umano (la mano!) per diffondere bene la luce del pop-up?
    Se si fa un servizio in stile reportage il flash esterno cozzerebbe con questo stile e non è neanche detto che venga bene perché magari non c'è il tempo per configurarlo bene. Se c'è bisogna di luce, si diffonde bene la luce che si ha a disposizione. Ho recentemente fatto delle prove e il risultato è pazzesco, ombre ZERO e tonalità naturali.

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